Ovidio's Blog

mercoledì, giugno 29, 2005

Le tue dita lunghe di pianista
Stringo forte gli occhi
per far tornare quel pensiero
che aveva dentro il tuo sorriso.
Ti amo come quell'uomo
che non riusciva a parlare
e non sapeva mai cosa dire.
Come uno scemo
che gioca con il suono
delle parole del tuo nome
per capire come si compone
una canzone d'amore.
Il mio corpo e' un involucro trasparente
che risplende solo quando
si avvicina il tuo respiro.
Scende la notte
ed io ripenso alle tue mani sottili.
Alle tue dita lunghe di pianista
che accarezzano gentilmente un corpo nudo
illuminato dalla leggera luce delle stelle.
sabato, giugno 11, 2005

Una chiesa di pietra
Una piazza sdraiata di fronte la chiesa
richiama tempi lontani.
Bambini vestiti di stracci
e con le teste rasate
giocano a palla con le gambe spellate.
Dietro la chiesa di pietra si alza una brezza
dall'acre sapore di cuoio e osteria.
Rivedo gli anni
dove gli uomini bevevano vino e fatica.
La sera velata sopra fievoli luci
di vecchi lampioni mi parla di mani
sporche di schiaffi e di pugni
sulle gote di cattivi ragazzi.
Una chiesa testimone di anni
che ha visto arrivare
l'amore la vita e la morte.
Un angolo di pietra
che fa urlare la mia solitudine
nelle strette gole del mistero.
Una chiesa di pietra
che fa dimenticare la luna
e cancella la paura dell' ignoto.










